Google Pixel 3a | RECENSIONE

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Tutto quello che ti aspetti da un Pixel ad un buon prezzo.

Google ha voluto proporre una versione low cost dei suoi smartphone, inserendo componenti hardware minori ma offrendo sempre l’ottima esperienza con la Google Camera. Stiamo parlando della versione “a” dei Pixel: Google Pixel 3a, che si pone sul mercato come competitor a medio prezzo stracciando i concorrenti di quella fascia sul reparto fotografico.


DESIGN: retrò, ma perchè no?

Sotto questo punto di vista dobbiamo già scendere a compromessi, Google non ha voluto innovare la scocca e ha proposto sulla falsa riga dei fratelli top di gamma lo stesso smartphone ma con materiali diversi. Non abbiamo più infatti il vetro, ma soltanto della plastica che comunque è lavorata molto bene, tanto da riuscire a produrre il gioco di contrasto già visto sulla backcover dei Pixel.

Nella parte frontale lo smartphone ricorda molto gli anni pre-notch, molti bordi sia inferiormente che posteriormente avrebbero potuto essere meglio ottimizzati per poter realizzare un vero smartphone compatto come piace a molti. Peccato però che le dimensioni, pur rimanendo contenute, sono eccessive per quel display da 5,6 pollici che viene mostrato.

La chicca di design che è piacevole da avere è il tasto di accensione colorato, sembrerà una banalità ma è davvero carino e appagante alla vista e rende questo piccolo dettaglio qualcosa di speciale per Pixel 3a.

Nonostante lo stile retrò, si fa l’abitudine e si apprezza comunque lo smartphone; certo che, se abituati a telefoni con display di grandi dimensioni, sarà parecchia la “perdita di informazioni” visualizzabili su Pixel 3a.


DISPLAY: senza pregi né difetti.

Il pannello montato su Google Pixel 3a è OLED dalla risoluzione di 1080 x 2220 pixel e un rapporto di 18.5:9. Come detto prima si tratta di uno schermo da 5,6 pollici e quindi poco ottimizzato rispetto alla struttura, offrendo quindi solo il 75.0% di screen-to-body ratio.

Nel complesso è un buon display che si vede bene, non ha comunque una luminosità troppo elevata che potrebbe compromettere la parziale leggibilità sotto la luce diretta del Sole.


HARDWARE: si poteva fare di più!

Google Pixel 3a si posiziona sul livello degli smartphone Medio Gamma, soprattutto per il comparto hardware: Qualcomm Snapdragon 670 con processo produttivo a 10 nm accompagnato da una Adreno 615. Pixel 3a riesce ad essere molto fluido, ma è possibile notare in qualche caso le difficoltà del processore.

C’è molta differenza con un Pixel 3? Non particolarmente, niente che possa cambiare l’esperienza di tutti i giorni; si riesce sempre ad utilizzarlo con pochi rallentamenti se non quando la RAM da 4 GB inizia a scarseggiare (cosa che accade molto di rado, vista la buona gestione delle app in background).


AUTONOMIA: ottima parlando di un Pixel

Buona anche la batteria, chi lo avrebbe mai detto visti gli scarsi risultati ottenuti dai fratelli maggiori Pixel 3 e 3 XL. L’azienda di Mountain View ha aumentato di poco la capienza della batteria, portandola a 3000 mAh di capienza; questo, assieme allo Snapdragon 670, migliorano l’autonomia complessiva.

Lo smartphone riuscirà a portarvi a sera stando comunque intorno alle 5 o 5.30 ore di utilizzo complessivo (misto WiFi e 4G), ma non andrà oltre. Non è un battery-phone e se quindi avete la necessità di utilizzarlo più di 5 ore non è lo smartphone che fa per voi.

Google Pixel 3a riscontra delle volte dei “surriscaldamenti” della scocca durante lunghe sessioni di utilizzo che fanno calare più velocemente la percentuale di batteria residua.


SISTEMA OPERATIVO: lo stock colpisce ancora

Android Stock sempre aggiornato, sia in ambito sicurezza che in ambito funzionalità di Android (di cui si potrebbe ampiamente discutere, ma non è il momento adatto).

Android 10 appena aggiornato, niente da dire: fluidità e animazioni sono le parole che racchiudono al meglio il nuovo OS. Nonostante questo alcune cose che mi fanno storcere il naso: le gesture per esempio sono ancora “acerbe” o gestite nel modo sbagliato. Con la versione 10 di Android sono state implementate i gesti molto simili allo stile presente su iOS; il robottino verde ha però bisogno di implementare il gesto “back” e Google ha deciso di inserirlo nelle parti laterali. Questo gesto prevede infatti di portare il dito dal bordo verso il centro del display, peccato che molte applicazioni presentano un menù laterale che può intralciare il gesto “back”. Con il passare delle versioni Beta il problema si è affievolito ma comunque risulta spesso scomoda. Ho riscontrato anche che con l’applicazione YouTube impostata in orizzontale, durante la riproduzione video è complicato utilizzare la gesture perché non viene rilevata e quindi è necessario ripeterla più volte.


PARTE TELEFONICA & CONNETTIVITA’

La ricezione telefonica è nella norma e non ho notato particolari difficoltà nell’aggancio delle celle, l’utilizzo Internet è sempre fluido e durante le chiamate non ho notato perdite di segnale.

Google continua con lo speaker stereo, uno frontale e l’altro a fianco della porta USB-C. Buona anche la scelta di aggiungere un jack da 3,5 per le cuffie rinunciando probabilmente all’espansione di memoria. Risponde presente il chip NFC e il Bluetooth 5.0, ma non la certificazione IP68.


FOTOCAMERA: dico solo Google Camera!

Inutile dire che è un Pixel e nonostante sia un dispositivo Medio gamma non presenta differenze nel reparto fotografico rispetto agli altri smartphone della famiglia di Google.

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Fotocamera posteriore: **12.2 MP, f/1.8**
Fotocamera anteriore: **8 MP, f/2.0**

Scatti molto nitidi di giorno, l’immagine offre colori molto reali e dettagli elevati; la maggior parte degli scatti saranno di elevata qualità grazie al software dell’azienda di Mountain View.

Anche gli scatti in modalità ritratto risulteranno molto buoni e con un ottimo scontorno per mettere in primo piano il soggetto dell’immagine.

La Night Mode fa il suo dovere, qualche scatto potrà risultare un po’ troppo “rumoroso”, ma la 90% lo scatto sarà portato a casa con ottimi livelli.

Insomma, non avrete problemi in qualsiasi occasione scattate, sarà il software della Google Camera ciò che fa la differenza.


CONCLUSIONI: il giusto compromesso?

Google Pixel 3a ha tutto ciò che si possa desiderare da uno smartphone da 400€, tranne l’estetica che ovviamente è un parametro soggettivo e può piacere o non piacere. Non è il più bello sotto questo punto di vista, ma personalmente a me piace e non mi disturbano particolarmente le cornici esose.

A questo prezzo però trovare una fotocamera del genere è veramente impossibile. C’è anche da dire però che non è da tutti utilizzare un software stock come quello dei Pixel che a lungo potrebbe stancare, soprattutto dopo aver provato le altre realtà presenti nel panorama delle personalizzazioni Android.

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